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MONASTERO DELLA CERTOSA

STORIA DELLA CERTOSA

Il Monastero della Certosa è un’ edificio che come tanti altri edifici religiosi della capitale, s'inizia la sua costruzione nell XVI secolo, però sarà conosciuto, sopratutto, per la sua chiesa e sacrestia decorate già in pieno Barocco, durante il XVII e XVIII secoli.

 

L’ inizio del progetto viene dal 1506 quando i fratti certosini d’altre zone di Spagna sono promotori dell’ idea di costruire una nuova Certosa a Granada. Un fratte visitatore dell’ Ordine si dirige al Gran Capitano, residente a Granada dopo tornare da Napoli.

 

Il Gran Capitano gli offrì alcuni terreni d’ una antica villa di svago araba con l’idea, anche, di essere seppellito nella chiesa, quello che finalmente non  si fa perche ambedue non si mettono d’ accordo.

 

Nell’ anno 1545 questa Certosa è incorporata definitivamente all’ Ordine Certosino La Certosa durante il XIX secolo  rimane minorata e con danni per causa delle guerre napoleoniche e delle Legge dei Beni Ammortizatti. Così sono spariti il chiostro maggiore, dove si trovavano le celle dei monaci, laboratori e cimitero.

 

Oggi giorno possiamo visitare le stanze attorno il piccolo chiostro per la discreta vita in comune dei monaci e laici (refettorio, sala di penitenza, sala capitolare…), la chiesa e la sacrestía.

Queste zone sono quelle che risalgono più. La chiesa divisa da tre parti, per i fideli, laici e monaci, è riccamente decorata con dipinti, affreschi, mobili… del Barocco andaluso, con un meraviglioso Sancta Santorum, guardiano di reliquie e le forme sagrate che si trova situato dietro l’ altare, col baldaquino intagli ed affreschi d’ un valore artistico incalcolabile. L’ apoteosi finale dell’insieme rimane nella sacrestia, un vero capriccio in marmo e stucci finamente intagliati e dove spiccano le cassetiere in intarsio d’una eleganza senza pare.

 

In questo monumento c’è qualcosa che attira specialmente la nostra  attenzione: il contrasto tra la simplicità del piccolo chiostro (con i dipinti, fra altri, del conosciuto Fray Sánchez Cotán) e l’esuberanza decorativa della chiesa e della sacrestia dove gli artisti barocchi come Sánchez Cotán, Bocanegra, Hurtado Izquierdo, Luis Cabello oppure il laico Fray José Manuel Vazquez lasciarono volare la loro immaginazione ed ingenio.

fotos cedidas por EDILUX